San Martino


Ben tre sono state nei secoli le chiese principali della località di S. Martino.

Il più antico luogo del culto cattolico per le genti di S. Martino e di S. Girolamo era situato in una località denominata S. Martino Vecchio, a metà della strada che collegava i due centri abitati. Viene menzionata in una bolla papale di Urbano II del 1096 assieme alla chiesa matrice della Pieve, a S. Bartolomeo e a S. Giorgio. E’ menzionata anche nell’atto di Innocenzo II del 1132 in cui vengono confermati all’Abate Oddone i diritti sulle nostre chiese.

All’inizio del XVII secolo, la popolazione fece richiesta che fosse nominata Parrocchia per ottenere che qui fossero possibili alcune funzioni altrimenti prerogativa della Pieve.

Solo un decennio dopo si sentì l’esigenza di un nuovo, più ampio e confortevole tempio da costruirsi in luogo più elevato, dato che il vecchio edificio religioso più volte veniva lambito dalle acque durante le non rare inondazioni. Fu così che, nonostante le proteste degli abitanti di S. Girolamo, si provvide a realizzare un nuovo tempio nel cuore della frazione di S. Martino. E’ importante ricordare che il luogo in cui la chiesa venne fondata non corrisponde a quello su cui è posta quella attuale. Il sito dov’era coincide con l’attuale piazza della frazione, di fronte all’attuale parrocchiale.

Completato nel 1618, l’edificio richiese però ancora diverso tempo per le finiture esterne ed interne, venendo consacrato solo nel 1622. Il campanile fu innalzato dopo il 1630, anno della grande peste, con il contributo economico fondamentale dei lasciti dei paesani defunti a causa del morbo.

L’idea di un nuovo, più funzionale edificio religioso nacque già nel 1952, ma l’iter burocratico che si dovette affrontare impose anni di attesa trascorsi tra progetti bocciati e modifiche. L’ingegnere veronese Ronca realizzò il progetto e finalmente la prima pietra fu posata nel marzo 1958. Nel Novembre 1959 fu possibile consacrare e inaugurare la nuova costruzione per il culto.

Ai lati della navata e del presbiterio sono esposti alcuni tondi e due quadri opera del viadanese Morini, tutti provenienti dalla vecchia chiesa. Sul portale d’ingresso è visibile una tela settecentesca dedicata a S. Ignazio di Loyola e attribuita al mantovano Pietro Fabbri. Una statua lignea dedicata a S. Ignazio martire è ospitata all’interno della sacrestia. Nonostante le successive ridipinture, lo stato di conservazione è buono. Si tratta di opera attribuibile al secolo XVII. Un’altra scultura in terracotta dello scultore Corazza, di buona fattura, rappresenta S. Francesco. Nel piedistallo è incisa la data di realizzazione: 1815.