Tagliata


La frazione di Tagliata deve il suo nome allo scavo del canale omonimo, a partire dal XIII secolo, la cui funzione fu quella di convogliare tutte le acque stagnanti di queste terre in modo da bonificare l’area. Dopo questo profondo intervento, la presenza umana si consolidò con la creazione di un nucleo abitato cui si ritenne in seguito di unire pure un edificio confacente al culto cattolico. In effetti la distanza dalla Pieve (lontana poco meno di 3 km) certamente spinse in tal senso, oltre al lavoro spirituale e alle relative esigenze manifestate da un’antica e particolarmente attiva Congregazione dedicata alla Beata Vergine della Tagliata, esistente forse fin dal trecento.

Si deve supporre che il primo edificio fosse strutturalmente modesto e di piccole dimensioni, così come è altresì molto probabile che alla prima rudimentale costruzione ne siano seguite altre per restauri e ampliamenti. Notizie certe si possono trarre solo a partire dal 1622, con l’edificazione della chiesa attuale. Si trattava insomma di una chiesa essenziale negli arredi interni, sprovvista di un locale adibito a sacrestia. Da sempre sotto l’egida della parrocchia di Pieve, Tagliata durante tutto il XVIII secolo cercò di ottenere maggiore attenzione dagli organi religiosi lamentando eccessiva la distanza tra l’abitato e la basilica da cui dipendeva.

Finalmente nel 1857 la chiesa della Beata Vergine della Neve fu eretta in Parrocchia, grazie all’interessamento attivo dei vescovi della diocesi di Guastalla Mons. Neuschel prima e di Mons. Pietro Rota in seguito. All’inizio del ‘900 si restaurò la facciata della chiesa con un bassorilievo in cemento realizzato da Clemente Allodi decoratore cremonese ed un dipinto della Madonna della Neve, opera del Prof. Aroldi di Casalmaggiore.

Il parroco Don Taschini riassume in uno scritto del 1911 la situazione della chiesa definendola “non consacrata ma soltanto benedetta. E’ fornita di tre altari, di cui il maggiore è dedicato alla Madonna della Neve, e dei due laterali, quello a destra alla SS.ma Trinità, e quello a sinistra a S. Lucia comprotettrice”. Don Giuseppe Bertoli, primo rettore della Parrocchia nel 1863 scrisse: “La B.V. della Neve sembra sempre essere stata la titolare della Chiesa della Tagliata, ma ignorasi affatto il motivo per cui venne a ciò prescelta”.

Notevoli lavori di riattamento furono consigliati dalle pessime condizioni del soffitto che venne del tutto smantellato scoprendo un soffitto ben più alto e spazioso pur non decorato. Si decise quindi di non ripristinare il precedente e di mantenere le originali capriate prima nascoste, arricchendole di una più alta copertura a cassettoni. Questi interventi avevano il fine di dare più slancio ad un ambiente che, prima dei lavori, il Vescovo Monsignor Corsini aveva definito come un modesto “camerone” o “stanzone”.

I lavori si svolsero nel 1927 su disegno e con la supervisione di Mons. Baratti Vicario Generale e interessarono altresì l’allungamento del coro e l’ampliamento delle due cappelle laterali.