Baccanello


Ai piedi dell’argine del torrente Crostolo è situata la Chiesa dello Sposalizio di San Giuseppe, che venne fondata nel 1598 da Giuseppe Tolosa, detentore del giuspatronato. La costruzione presenta una semplice facciata a capanna con lesene binate laterali, ingresso architravato con lunetta soprastante ed oculo polilobato superiore. Il campanile adiacente alla Chiesa si innalza con una elegante struttura con cella a monofore.

Nella parete di destra è murata una nicchia contenente l’affresco della Madonna del Prugno, oggetto di venerazione dal popolo a seguito di un miracolo, strappata dal tempio in cui era posta poco prima della sua demolizione trovando qui la definitiva sistemazione. Si tratta di un ritratto della Madonna di Loreto che a suo tempo (sec. XVII) era effigiato su un pilastro ai bordi di una vicina strada, opera di artista modesto, di origine locale, probabilmente dello stesso secolo XVII o al massimo del secolo precedente.

Sull’altare di destra è posta la statua della Beata Vergine della Consolazione, una terracotta di pregevole fattura ma di incerta origine e datazione (presumibilmente del XIV- XV secolo). Particolarmente forte fu la devozione popolare verso questa Madonna, in particolare dopo il 1630, anno della tremenda epidemia di peste. La tradizione riporta di un cittadino guastallese, tale Jacopo Minari, che salvò la statua dal tentativo di distruzione ad opera di un lanzichenecco sbandato che aveva profanato la cappella in cerca di bottino. L’episodio suscitò parecchio clamore, in particolare perché dopo il salvataggio della statua, l’epidemia si affievolì, per poi cessare del tutto dopo poche settimane.

Il pittore Damiano Padovani affrescò sul muro sinistro il fortunato avvenimento del salvataggio della statua raffigurando il torrente Crostolo, l’argine su cui si svolse la scena, il lanzichenecco col bastone, il salvatore nell’atto di consegnare il denaro e la Madonna col bambino. Il dipinto, corroso dall’umidità, è purtroppo in pessime condizioni e molte parti sono ormai irriconoscibili. La mano del Padovani comunque realizza un volto mariano di grande dolcezza pur nella sua estrema semplicità.