La solitudine


Altopascio–>San Miniato

La nostra seconda giornata di viaggio è iniziata molto presto e all’insegna del silenzio, il cui valore è stato spesso sottovalutato. Infatti abbiamo potuto ammirare il risveglio della città e della natura che insieme alla frescura mattutina ha conciliato il nostro cammino facendoci macinare 6 kilometri in poco più di un ora.

A mio modo di vedere i primi kilometri sono passati alla svelta; in assenza di fatica fisica, non erano necessarie infatti le parole di conforto che ci scambiamo di solito l’un l’altro.
Il silenzio è stato un ottimo compagno di viaggio e mi ha letteralmente aperto gli occhi su paesaggi mozzafiato illuminati dal sorgere del sole, che non solo mi hanno dato la forza di affrontare la faticosa giornata ma mi hanno fatto immedesimare nella vera vita del pellegrino, il quale si sente in pace con la natura e parte di un immenso universo.

Dopo una abbondante colazione in mezzo al bosco, si sono presentate però le prime difficoltà. Se al nostro risveglio l’orizzonte era offuscato da una nebbia mistica, a metà mattinata il caldo cocente offuscava il nostro sguardo, impedendoci di distinguere in modo netto la torre di San Miniato, la nostra tappa finale, raggiunta però all’ora di pranzo dove i nostri cuochi non ci hanno lasciato a stomaco vuoto.

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